sabato 2 agosto 2025

Love me love me - Stefania S.

È arrivato il momento di dirvi che cosa penso davvero, in modo effettivo e sincero, di questo libro. Ci ho messo due mesi per leggerlo, e ci ho messo così tanto per un motivo ben preciso: è un libro che ho letto esclusivamente in live, in vostra compagnia, perché era una scommessa che avevo fatto con voi. E ora eccomi qua: l’ho letto, ho mantenuto la mia promessa e adesso è arrivato il momento di dirvi che cosa ne penso.

Titolo: Love me love me
Autrice: Stefania S.
Casa Editrice: Sperling & Kupfer
Genere: Romance

In seguito all'ennesimo trasferimento della madre, un'artista incapace di fermarsi troppo a lungo nello stesso posto, June White si ritrova a Laguna Beach, in California, ed è costretta ad affrontare l'ennesimo nuovo inizio. Per lei, che alle feste preferisce rintanarsi in camera a guardare documentari true crime su Netflix, farsi degli amici non è facile, soprattutto all'ultimo anno di liceo. Eppure, inaspettatamente, i compagni sembrano prenderla subito in simpatia e cercano di farla sentire benvoluta. Tutti, tranne James Hunter. Bello e dannato, James è il cattivo ragazzo per definizione, dal passato oscuro e tormentato che non fa che alimentare la sua leggenda. È spericolato, maleducato, vive al limite. E incarna ciò da cui June dovrebbe tenersi lontana. Tuttavia, qualcosa in lui le suscita sentimenti contrastanti e la attrae irrimediabilmente. June proverà a conquistare il cuore di James o scoprirà che le differenze tra loro sono insormontabili?
Wattpad e il #booktok hanno una nuova ossessione: Love me love me, l'amatissima storia di Stefania S., che è già entrata nel cuore dei lettori, totalizzando milioni di visualizzazioni. Con il loro amore tormentato e passionale, June White e James Hunter sono destinati a diventare una coppia iconica del panorama romance.

Prima di tutto voglio ringraziare tutte le persone che hanno seguito questo mio, tra virgolette, format. Ora faccio una piccola premessa. Non sarei obbligata a farla, ma dato il libro sento il bisogno di farlo: quello che dirò è ciò che penso in modo oggettivo. Questa non è una recensione fatta per distruggere il libro, ma per raccontare onestamente la mia esperienza di lettura.

Detto questo, il libro non è perfetto. Assolutamente no. Ha i suoi alti e bassi, ma purtroppo ha avuto molti più momenti bassi rispetto a quelli alti. La mia votazione finale è di 3 stelle su 5.

La prima cosa che mi ha fatto un po’ storcere il naso è il fatto che, in generale, la trama in questo primo libro praticamente non c’è. È un susseguirsi di eventi, ma manca una vera e propria trama centrale. In realtà esiste una sottotrama che riguarda i ragazzi, ma viene citata pochissime volte nel corso del libro. Per la maggior parte del tempo noi leggiamo il quotidiano dei personaggi, ed è per questo che dico che non c’è una trama vera e propria: assistiamo semplicemente alla loro vita giorno per giorno.

Devo ammettere che all’inizio il personaggio di June l’ho trovato un po’ frivolo, soprattutto per alcune uscite che ho percepito come senza senso. L’unico personaggio che, secondo me, si salva davvero in tutto il libro è Blaze.

Un’altra cosa che non ho apprezzato sono alcuni momenti, azioni e dialoghi che non hanno molto senso narrativo. Penso, per esempio, alla scena in cui June viene rinchiusa nello scantinato da James e poi tutti si arrabbiano con lei; oppure quando William e Ari vengono chiusi nell’armadio e, all’improvviso, parte un momento di travestimenti completamente a caso. Questo mi ha disturbata, perché fino a un attimo prima William e Ari stavano facendo un discorso anche abbastanza serio e, improvvisamente, William dice ad Ari di vestirsi così, senza alcun collegamento.

Secondo me nel libro c’è parecchio materiale che poteva essere tranquillamente tagliato. Proprio perché la trama è per la maggior parte del tempo assente, almeno 200 pagine avrebbero potuto essere eliminate senza togliere nulla di fondamentale alla storia. Capisco perfettamente tutte quelle persone che, durante le live, mi dicevano che questo libro le aveva mandate in blocco fino a quando non avevano letto il secondo. Molto probabilmente il primo e il secondo libro avrebbero potuto essere uniti in un unico volume, rendendo la lettura molto più fluida e piacevole. Io stessa, leggendo più o meno dalla pagina 200 alla 400, ho avuto spesso la sensazione che non stesse succedendo nulla di realmente rilevante.

Ho trovato anche diversi errori di battitura, cosa che purtroppo rimanda a un lavoro di editing che forse non è stato fatto nel modo migliore.

Un’altra cosa che non riesco a capire è il motivo per cui, a un certo punto, vengano introdotti alcuni personaggi che poi spariscono completamente. Parlo di Marvin, che viene praticamente eclissato: appare pochissime volte all’inizio del libro e poi ricompare solo verso la fine. Non so se sia una scelta voluta perché avrà un ruolo più importante nei libri successivi, ma mi ha lasciata un po’ dispiaciuta. Anche perché viene messo da parte persino dai suoi amici: leggere di Jackson, William e James che si considerano un trio senza includere Marvin mi ha fatto sinceramente tristezza.

Non ho trovato carino nemmeno il comportamento di James nei confronti di June. Dal primo giorno in cui la vede la tartassa senza un motivo chiaro, e questo atteggiamento non mi è mai piaciuto.

Un altro punto che non ho capito è il soprannome “Biancaneve” dato a June. Io ero convinta al 100% che fosse legato al colore dei capelli, poi mi avete detto che June è bionda. Se voi non mi aveste spiegato il collegamento con il nome di James, Hunter (che significa cacciatore), io non ci sarei mai arrivata da sola. E questo, secondo me, è un problema: se un collegamento è così importante, dovrebbe essere comprensibile anche senza spiegazioni esterne.

Lo stesso vale per il tema della piastra: viene accennato all’inizio, poi a metà libro, e solo verso la fine si scopre il ruolo di James in questa dinamica. Se non fosse stato chiarito meglio, io probabilmente non l’avrei capito fino in fondo. Ed è un peccato, perché quel tema — che purtroppo non posso nominare apertamente — è molto importante e, secondo me, andava valorizzato di più. Ho avuto la sensazione che fosse trattato in modo un po’ superficiale.

Capisco che questo sia il primo libro e che magari nei successivi il tema venga approfondito meglio, ma proprio perché è un libro introduttivo avrei apprezzato capire di più le motivazioni di June e il perché dei suoi comportamenti. Questo, purtroppo, non emerge in modo chiaro.

Ho invece apprezzato Jasper: la sua storia è stata almeno in parte approfondita, soprattutto grazie all’interesse di June nel cercare di capirlo.

Detto questo, leggendo questo primo libro, vi dico sinceramente che non sono curiosa di leggere gli altri. Ho avuto la sensazione che non succedesse nulla di concreto e che rimanessero troppi punti interrogativi, alcuni dei quali secondo me avrebbero dovuto trovare risposta già a livello di scrittura.

Dal punto di vista dello stile, non aspettatevi chissà che: la scrittura è molto semplice, e su questo non ho nulla da dire, perché è una scelta legittima.

In ogni caso, raga, è un libro che consiglierei a una fascia d’età dai 15 anni in su. So che è stato letto anche da persone più giovani, ma sinceramente faccio fatica a concepire che bambini di 9 o 10 anni leggano un libro del genere, perché ci sono temi e dinamiche che, secondo me, non sono adatti a quell’età.

In linea generale, come avete visto, non ho trovato il libro perfetto. Scorrevole sì, ma solo fino a un certo punto. E non capisco tutto questo amore verso James: per me è stato il personaggio che ho sopportato meno per tutta la lettura. È il protagonista, ma non sono mai riuscita ad apprezzarlo.

E in ogni caso, la mia avventura con questa saga è ufficialmente terminata.


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