mercoledì 24 luglio 2019

# recensione

[Collaborazione] Vision - Alessia Coppola

Vi siete mai soffermati a pensare o immaginare come sarebbe il mondo tra cento o duecento anni? Io no, non mi piace molto pensare al futuro. Ma mi piace leggere le varie interpretazioni e mondi creati dai libri distopici. Oggi, infatti, vi parlerò di un libro distopico.

Titolo: Vision
Autrice: Alessia Coppola
Casa Editrice: La Corte Editore
Genere: Distopico - Fantascienza
Formato: Cartaceo
Pagine: 384
Prezzo: 17,90
Punteggio: 4/5
Link di acquisto: Amazon

2486. Reika vive in un mondo perfetto, in cui gli abitanti sono il risultato di un'attenta selezione genetica. Le razze sono suddivise in ghetti e a nessuno è permesso di oltrepassare i confini di Meridian City. Ma accadrà qualcosa che risveglierà in lei un potere sconosciuto. Arrestata e isolata, fuggirà e scoprirà un mondo diverso, perennemente in bilico tra la vita e la morte. Sotto l'assedio di una terribile minaccia, Reika verrà a conoscenza del grande inganno che ha tenuto sotto scacco la sua società perfetta e sarà pronta a fronteggiare ogni pericolo, con l'aiuto di Ares e degli altri Sopravvissuti. Conoscerà il dolore, la rabbia, ma anche l'amore e la verità. Sacrificherà se stessa, perché lei è la chiave per salvare i due mondi. Perché lei possiede l'occhio che tutto vede.

Chi mi segue da un po' sa che il genere distopico mi sta particolarmente a cuore, essendo stato oggetto della mia tesi magistrale. Dopo il mio elaborato leggo e vedo qualcosa di questo genere con occhi completamente diversi, con una concezione diversa dal solito. Il mio unico timore quando mi ritrovo un libro distopico tra le mani è quello di leggere qualcosa di già letto, qualcosa privo di originalità. Il libro di Alessia ha superato il test.

Come sarebbe il mondo tra quattrocento anni? Difficile rispondere a questa domanda così, su due piedi. L'autrice da una sua versione attraverso il suo libro Vision. Devo ammettere che all'inizio non avevo capito bene il nesso tra il titolo e la storia di Reika. Quando, poi, ho capito il significato del titolo - o almeno spero - l'ho trovato perfetto. In una sola parola è racchiusa la storia di Reika.

Siamo nel 2486, il mondo è stato colpito da una epidemia e i sopravvissuti vivono in un luogo chiamato Meridian City. Un posto un po' simile al mondo di Divergent: le persone sono suddivise in Circoscrizioni e tra i vari gruppi è vietato il contatto e non esistono sentimenti come l'amore. Ai ragazzi vengono insegnate qualità quali la forza e l'intelligenza, qualità che dovranno mettere in atto durante le Olimpiadi. Ed è proprio da questo momento in poi che la vita di Reika cambierà. Tutto questo per aver visto un Estraneo - ovvero qualcosa che si trova oltre la recinzione della città -. Reika creduta essere stata contaminata viene messa in isolamento. La ragazza, però, riesce a fuggire da Meridian City e sarà fuori dalla città che scoprirà che tutta la sua vita non è stata altro che una menzogna.

Sin da subito il personaggio principale si presenta con caratteristiche e mentalità diverse dal resto della comunità. Sin da subito Reika viene presentata come un personaggio il cui unico desiderio è quello di essere libera di prendere da sola le decisioni e di stare con chi vuole. Eppure, ci saranno dei momenti in cui le sarà difficile tradire la sua città e tutti i suoi abitanti, nonostante il tanto male che le hanno fatto. Una volta fuori dalla città ci ritroviamo di fronte a una Reika completamente diversa: dapprima impaurita e insicura, ma con il passare dei mesi comincia ad accettare la realtà dei fatti e capire realmente ciò che è giusto. L'evoluzione del personaggio di Reika l'ho trovato coerente e graduale. Non è stato per niente frettoloso, ma con i giusti tempi. 

Figura importante per Reika sarà Ares. Per questo motivo il libro si alterna: ci sono capitoli parlati dal punto di vista di Reika e altri dal punto di vista di Ares. Continuando a parlare della struttura del libro è suddiviso in quattro parti, forse i quattro mesi trascorsi dalla sua fuga? Inoltre, il libro è scritto in prima persona e la fluidità della scrittura dell'autrice rende la lettura coinvolgente e molto scorrevole. Ritengo che i distopici dovrebbero avere queste caratteristiche per evitare una lettura lenta o troppo pesante.

E come un buon distopico è, non manca la presenza del Dio malvagio - come lo chiamo io -. Colui che metterà i bastoni tra le ruote alla protagonista. All'inizio ho creduto che il nemico fosse uno, ma sono rimasta sorpresa nel scoprire che in realtà c'è qualcun altro dietro a tutto questo. Anzi... qualcos'altro.

A chi consiglio questa lettura? A tutti coloro che non solo amano questo genere, ma a coloro che ancora non hanno mai avuto occasione di approcciarsi alla distopia/fantascienza. Credo che questo sia un ottimo romanzo con cui iniziare.

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