martedì 22 ottobre 2019

# recensione

[Collaborazione] Cavie - Liliana Marchesi

Buongiorno lettrici e lettori! So che il martedì in realtà è il giorno dedicato ai manga, ma per questa settimana faremo uno strappo alla regola. Oggi parleremo di un libro il cui genere è uno dei miei preferiti: distopico.

Titolo: Cavie
Autrice: Liliana Marchesi
Casa Editrice: La Corte Editore
Genere: Distopico
Formato: Cartaceo - Ebook
Pagine: 205
Prezzo: 15,90 - 7,99
Punteggio: 4/5
Link di acquisto: Amazon

Cora si risveglia all'interno di una teca di cristallo. Non sa dove si trova, come sia finita lì dentro, e soprattutto non ne capisce il perché. Ma non è sola. Con lei ad affrontare lo stesso incubo c'è Kurtis, un ex soldato che sembra essersi risvegliato poco prima e che, come lei, sembra non ricordare nulla. Hanno tutti e due degli strani tatuaggi sul braccio e ben presto capiranno di essere finiti in un labirinto di prove al limite della sopravvivenza, e che avranno bisogno l'uno dell'altra per superarle. E mentre poco alla volta i ricordi iniziano a riaffiorare, e scomode verità a emergere, dovranno dare fondo a tutte le loro abilità e a ogni goccia del loro coraggio per poter sopravvivere al folle esperimento in cui sono stati catapultati. E scoprire quali segreti si celino dietro quello che viene chiamato "Progetto Pentagono".

Non lasciatevi spaventare e impressionare dalle poche pagine che compongono questo libro. Avete ragione, di solito i distopici hanno una mole di pagine superiore alle 200 perché hanno tanto da raccontare ma soprattutto da fare capire. I distopici hanno un messaggio nascosto, un messaggio dal futuro. Lo abbiamo visto con 1984 di Orwell, e tanti altri esempi che a elencarli ci metterei tutta la giornata.

"Cavie" è un concentrato di ansia e agitazione che emergono subito sin dalla prima pagina. D'altronde, chi non proverebbe ansia nel svegliarsi in una teca di cristallo e non avere memoria di come sia potuto succedere? Ebbene l'autrice riesce a trattenere il lettore pagina dopo pagina lasciandolo entrare in empatia con i due personaggi: Cora e Kurtis. Se devo essere sincera, all'inizio ho pensato a una trama diversa, uno scopo diverso di questi due personaggi unici presenti all'interno di questa struttura silenziosa e priva di vita. 

Insomma, con il suo stile di scrittura l'autrice riesce alla perfezione a trasmettere le emozioni dei due protagonisti. Infatti, si percepisce sin da subito il desiderio dei due protagonisti di libertà, di riuscire a scappare da quella prigione. Ma soprattutto la loro fame di verità.

Nelle viscere del mio essere si nasconde una bomba innescata e pronta a esplodere. Anni di emozioni, sensazioni, desideri e bisogni mai soddisfatti relegati in fondo a un pozzo. Repressi e messi a tacere dal dolore e della paura, si sono alleati fra loro dando vita a un'ombra di me.

Questo libro possiede tutti gli elementi per essere definito un vero e proprio distopico, eppure c'è solo un particolare che mi sarebbe piaciuto sapere: l'anno di ambientazione. Non sappiamo da quanto tempo Cora è stata rinchiusa dentro la teca di cristallo, ma forse è un dettaglio che sicuramente l'autrice ci delizierà prossimamente.

Verso la fine del libro l'ho trovato abbastanza frenetico. Cosa che giustifico in quanto sta giungendo il momento della verità, della presa di coscienza dei due personaggi, ma soprattutto quella di Cora. A differenza di Kurtis, quella che conosceremo meglio sarà proprio la ragazza: attraverso i suoi ricordi legati al passato che capitolo dopo capitolo guiderà il lettore nella composizione del puzzle fino ad avere tutti gli indizi necessari per risolvere il mistero. 

...il mondo non sparisce solo perché smettiamo di guardarlo. E il male non si dissolve solo perché dentro di noi speriamo che invece lo faccia. 

Scritto in prima persona dal punto di vista di Cora e successivamente nella seconda parte del libro anche dal punto di vista di Kurtis. Ed è in questa seconda parte che il lettore avrà qualche indizio in più sull'identità di questo secondo personaggio. Ci sono, però, dei punti interrogativi che rimangono sospesi anche dopo la conclusione del libro. Per il lettore, una volta chiuso il libro, sarà naturale cominciare a farsi qualche domanda.

Ma non temete, io appena terminato il libro ho parlato con l'autrice e... adesso sono curiosa.

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