martedì 1 luglio 2025

[Collaborazione] Odio a prima vista - Paola Chiozza

Se stai cercando un libro slow burn di prima categoria, capace di farti percepire per tutta la durata della lettura la tensione costante e palpabile tra i due protagonisti, Odio a prima vista è senza dubbio il libro che fa per voi. Fin dalle prime pagine si avverte quel sottile equilibrio fatto di sguardi, attriti e parole non dette che accompagna il lettore dall’inizio alla fine.

Titolo: Odio a prima vista
Autrice: Paola Chiozza
Casa Editrice: Always Publishing
Genere: Romance
Link di acquisto: Amazon

A ventitré anni, Margaret Hale - ambientalista convinta che combatte il cambiamento climatico e lotta per i diritti degli animali - ha un futuro roseo. Nella sua amata e incontaminata Cornovaglia, sta per ottenere un tirocinio nell'azienda dei suoi sogni.
Quindi… perché i suoi genitori vogliono rovinare tutto e trasferirsi al nord, nella metropoli più inquinata del paese? Nella fuligginosa Milton, dove all'orizzonte al posto della brughiera si staglia il profilo delle acciaierie, la prima cosa che fa Margaret è farsi trascinare nella protesta ambientalista contro la Marlborough Mills, la principale acciaieria della zona… e proprio mentre brandisce un cartello che chiama "assassino" il CEO, lui le si presenta davanti su una Lamborghini rombante.
Con il suo metro e novanta di completi eleganti, fascino diabolico e superbia, John Thornton è la personificazione del un ricco imprenditore trentunenne pronto a calpestare fiorellini, diritti umani e anni di battaglie ecologiste per il benessere della sua industria.
In realtà, lui desidera onorare la memoria del padre mandando avanti un'azienda che dà lavoro a mezza città e quando, dopo l'ennesimo licenziamento, si ritrova senza un'assistente, l'unica opzione rimane proprio quell'ecologista irritante. Una ragazza stramba, che veste in modo orrendo, mangia cibi persino peggiori, e non abbassa mai lo sguardo durante le discussioni. Anzi, sembra non nutrire il minimo timore reverenziale nei suoi confronti.
Opposti come il cielo e la terra, lontani come il nord e il sud, Margaret e John sono d'accordo su un'unica non troveranno mai un punto d'incontro. Ogni loro scambio accende una scintilla pronta a scatenare una guerra. Ma lavorare fianco a fianco significa anche scoprire l'altro senza quale storia nasconde l'arrogante imprenditore dietro agli occhi di ghiaccio che nessuna donna riesce a sciogliere? Che cosa succederebbe se l'inferno in cui credono di essere finiti John e Margaret da quando si sono incontrati fosse in realtà… il paradiso?
Lui ama dettare le regole. Lei vuole infrangerle tutte. Sono le basi perfette per un odio a prima vista. O per un amore da favola.

Essendo io una grande amante di questo trope, ho apprezzato moltissimo l’approccio realistico dell’autrice, che sceglie di far maturare i sentimenti dei personaggi in modo estremamente graduale. Nulla è forzato o affrettato: Margaret e John hanno bisogno prima di tutto di comprendere se stessi, i propri valori e le proprie contraddizioni, prima ancora di capire cosa provano l’uno per l’altra. Un’evoluzione più rapida sarebbe risultata poco credibile e avrebbe tolto forza all’intera costruzione emotiva della storia.

Odio a prima vista è anche un perfetto esempio di hate to love, come si intuisce già dal titolo. Lei è Margaret, un’ambientalista attivista, fortemente impegnata nella difesa del territorio e delle sue idee; lui è John, proprietario di una fabbrica che ha causato — e continua a causare — inquinamento nella città. Il colpo di scena che dà il via a tutto? Per il suo tirocinio, Margaret si ritroverà a diventare proprio la portavoce di John. Una situazione esplosiva, che mette inevitabilmente i due su fronti opposti e alimenta ancora di più il conflitto iniziale.

Ciò che mi ha colpito maggiormente è stato il personaggio di John. Spesso, nei romanzi che utilizzano questo trope, si tende a prendere le parti della protagonista femminile e a vedere il personaggio maschile come l’antagonista da detestare. Qui, invece, accade l’opposto. La storia di John, il suo passato e le motivazioni che lo hanno portato a gestire quella fabbrica riescono a entrare sotto pelle, rendendo impossibile non provare empatia per lui. È un personaggio complesso, lontano dagli stereotipi, e proprio per questo estremamente umano.

Per chi non è abituato o non ama particolarmente questo genere, in cui la lentezza dell’avvicinamento tra i due protagonisti si sente in modo marcato, il consiglio è di avere pazienza. La costruzione è deliberatamente lenta, ma ogni passo ha un senso e una sua importanza. Arrivati alla fine, vi assicuro che ne sarà valsa davvero la pena.

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