sabato 10 gennaio 2026

Throne of Vengeance - Rina Kent

Continua la maratona di leggere tutti i libri scritti da Rina Kent e oggi è il turno di Throne of Vengeance.

Titolo: Throne of Vengeance
Autrice: Rina Kent
Casa Editrice: Hope Edizioni
Genere: Mafia Romance

Kyle è un assassino che vive per un unico scopo: distruggere chi ha ridotto la sua vita in cenere. Ma il prezzo della vendetta è alto, e questa volta rischia di perdere l’unica cosa che non aveva previsto di desiderare: sua moglie.
Rai è abituata a combattere per il potere, ma mai avrebbe immaginato di dover lottare contro il suo stesso marito. Il loro matrimonio, nato dalla necessità e alimentato da una passione pericolosa, si trasforma in un campo di battaglia dove amore e odio si intrecciano, e la fiducia è un lusso che nessuno dei due può permettersi.
Mentre i segreti emergono e le alleanze si sgretolano, Kyle e Rai si trovano intrappolati in una danza mortale fatta di tradimenti, passione e sacrifici. Per vincere la guerra contro i loro nemici, dovranno prima decidere se il loro amore è abbastanza forte da sopravvivere al fuoco della vendetta.

A conclusione di questa dilogia che apre ufficialmente le porte all’universo mafia di Rina Kent, Throne of Vengeance mi ha lasciato sentimenti piuttosto contrastanti. La storia di Rai e Kyle non mi ha convinta fino in fondo: c’è del potenziale, soprattutto a livello di dinamiche e di costruzione del mondo narrativo, ma non abbastanza da meritare una valutazione piena.

Uno degli aspetti che mi ha deluso di più è stato il finale, che ho trovato eccessivamente affrettato. Dopo una costruzione che prometteva tensione, rivelazioni e un climax emotivo più forte, la conclusione arriva troppo velocemente, senza il giusto spazio per sedimentare gli eventi e le emozioni dei personaggi.

Anche il colpo di scena sul vero padre di Kyle, che avrebbe dovuto rappresentare uno dei momenti più impattanti della storia, non ha avuto l’effetto sperato. L’ho trovato inserito in un contesto quasi casuale, privo di un reale build-up emotivo, e soprattutto piuttosto prevedibile. Bastava ragionare per esclusione per arrivare facilmente alla soluzione, motivo per cui la rivelazione non mi ha sorpresa né lasciata senza parole.

Nel complesso, la sensazione è quella di una storia che avrebbe potuto osare di più, approfondire meglio certi passaggi e dare maggiore respiro sia ai personaggi sia agli snodi narrativi più importanti. Rimane una lettura discreta, ma non memorabile.

Detto questo, spero davvero che i prossimi libri legati all’universo mafia dell’autrice riescano a offrire una trama più solida, colpi di scena meno prevedibili e una gestione del ritmo più equilibrata, perché le basi ci sono… serve solo sfruttarle meglio.

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